Descrizione
Storica etichetta della casa vitivinicola algherese Sella & Mosca, Tanca Farrà è uno dei rossi più strutturati, eleganti e piacevoli dell’azienda: un Alghero DOC Rosso, ottenuto da un sapiente blend tra il più autentico dei vitigni a bacca rossa sardi ed uno tra i più noti e apprezzati tra i vitigni internazionali, il cabernet sauvignon, e maturato in pregiate barrique di rovere francese. Un vino che ben concilia la tradizione con il carattere internazionale, in pieno stile algherese.
Il nome di questo vino fa riferimento ad una località delle campagne di Alghero, Tanca Farrà per l’appunto, immediatamente a sud della tenuta, dove sono allevate le vigne che danno vita a questo rosso.
Aspetti produttivi del Tanca Farrà: la vendemmia…
Tanca Farrà nasce quindi dai vigneti del quadrante sud-est delle tenute, tradizionalmente conosciuta come “Tanca Farrà” in virtù delle del vigore, della forza della sua terra, contraddistinta da argille rosse, ricche di ferro, capaci di imprimere finezza e mineralità ai vini prodotti. Dall’altro lato il clima, mediterraneo, con inverni mitigati dalla vicina presena del mare, estati assolate rinfrescate alla sera dalle brezze marine, che spirano verso entroterra cariche di iodio, contribuisce a donare ai vini qui prodotti calore, spessore e ricchezza di frutto. E sapidità, di marca tutta marina: tutta algherese. Le vigne, al momento abbastanza giovani, sono allevate a spalliera con potatura a cordone speronato: hanno una densità di circa cinquemila ceppi per ettaro, ed una resa inferiore ai novanta quintali.
Le uve del Tanca Farrà sono raccolte separatamente, ciascuna al perfetto grado di maturazione, tenendo in considerazione la ricchezza in zuccheri ed il suo equilibrio in acidi, la maturità aromatica delle bucce e quella fenolica, cioè dei tannini: dato importantissimo questo, specie con un vitigno come il cabernet sauvignon, ricco di polifenoli – e quindi di tannini – che con le stagioni troppo calde, o con raccolte troppo avanzate nel tempo, rischiano di degradarsi, rendendo sgradevolmente amaro il vino ottenuto.
…e la sua elaborazione
I grappoli, dunque, una volta raccolti sono trasportati nei dipressi locali di vinificazione e qui sottoposti a vinificazione in rosso. Diraspatura e pigiatura, quindi, e fermentazione alcolica a contatto con le bucce maceranti. Il Tanca Farrà prosegue per un anno la maturazione parte in barrique di rovere francese, parte in grandi botti di tipo più tradizionale, e in questa fase subisce la fermentazione malolattica. È questo un processo che grazie ad un particolare tipo di batteri, i batteri lattici, trasforma l’acido malico, naturalmente presente nelle uve, in acido lattico, meno aggressivo del primo: l’effetto finale è quello di una maggiore morbidezza, una minore aggressività, e dei sentori assai piacevoli che possono ricordare, in certi casi, il burro fuso.
Qualche mese di affinamento in acciaio ed in bottiglia stabilizzano il vino e precedono la messa in commercio.
La nostra analisi del vino
Una veste che potremo definire regale, nobile come il vitigno che la genera: questo ci aspetteremo dal Tanca Farrà nel momento in cui lo versiamo nel calice, rosso carminio dai riflessi accesi, rubino che col trascorrere degli anni tendono a farsi granato, impenetrabilità ed una grande consistenza.
Un colore che sembra quasi definire il carattere del profilo olfattivo: alle tonalità fosche del suo aspetto corrisponde lo scuro del frutto che si prescepisce al naso, mirtilli e amarene mature immerse in una confettura di frutti di bosco, profumo reso più ricco dai richiami alla violetta e alle spezie dolci come la cannella, a quelle scure come il pepe nero ed i chiodi di garofano, e ancora suggestioni di cioccolato, di peperone e di sottobosco.
In bocca è un vino sontuoso ed equilibrato, di grande intensità e persistenza, e notevole finezza degli aromi: Tanca Farrà attacca morbido, secco e caldo, elegante nei tannini ed allo stesso tempo sottilmente fresco e sapido.
Qual che suggerimento di abbinamento
Quale rosso di grande struttura, Tanca Farrà trova il suo abbinamento ideale con formaggi stagionati come certi Pecorino di Sardegna DOP di buona stagionatura o un Bitto DOP maturo,e con preparazioni a base di carne di una certa complessità e intensità, come le quaglie ripiene o la lepre in umido.


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