Descrizione
CNS è il Cannonau di Sardegna DOC della cantina Quartomoro di Arborea, facente parte della linea Memorie di Vite: valorizzazione di uve cannonau in purezza prodotte nell’entroterra. Un vino rappresentativo della cultivar, di un territorio e della cultura ad esso legata.
La linea Memorie di Vite, nel progetto di Luciana Baso e Piero Cella, vuole essere il recupero culturale dell’espressione più pura dei principali vitigni sardi, con le loro singolarità, e dei terroir più congegnali ad essi. Quindi vinificazione per quanto possibile con lieviti autoctoni di uve in purezza da vigneti possibilmente ad alberello, franchi di piede e di vecchio impianto, prevalentemente senza l’uso di contenitori in legno e senza filtrazione finale. La cantina Quartomoro produce un altro rosso da uve cannonau, di beva più fresca: il CaOr, facente parte della linea Orriu.
Aspetti produttivi del CNS
CNS Memorie di Vite nasce da vigne allevate ad alberello in territorio nuorese, insistenti su terreni sabbiosi da disfacimento granitico, aventi rese da circa cinquanta quintali per ettaro. Il territorio nuorese si è rivelato essere uno dei più adatti per la produzione di uve cannonau: ciò grazie alle qualità dei terreni, come quelli granitici, in grado di regalare uve ricche di minerali e di freschezza, e grazie anche alle qualità del clima, caldo di giorno e più fresco alla sera, con belle escursioni termiche. Un clima tale da esprimere uve ricche di zucchero, capaci quindi di dare mosti corposi, e bucce degli acini ricche di sostanze aromatiche, quindi capaci di dare vini profumati e seducenti, assai tipici.
La raccolta delle uve, rigorosamente manuale, è condotta a perfetta maturazione delle stesse, quando perfetto è il rapporto tra acidi e zuccheri e i vini ottenuti non avranno le morbidezze sbilanciate sulle durezze – come troppo spesso accade – ma la giusta acidità capace di assicurare longevità al vino. Trasportate in cantina, le uve sono sottoposte a vinificazione in rosso, con diraspatura e pigiatura. Il mosto è avviato a fermentazione alcolica mediante lieviti autoctoni, in presenza delle bucce, e quindi con macerazione, della durata di sette giorni circa, avvantaggiata dalla tecnica dell’immersione del cappello delle vinacce.
Una volta conclusa la fermentazione alcolica, CNS Memorie di Vite matura parte in acciaio e parte in barrique di rovere, per sei mesi circa, al fine di sviluppare contemporaneamente frutto e speziatura, freschezza e morbidezza. Conclusa la maturazione, in vino affina in vetro per circa quattro mesi, prima della messa in commercio.
La nostra analisi del vino
Una volta versato nel calice, CSN Memorie di Vite mostra la tipica veste di un cannonau in purezza: un rosso traslucido, rosso carminio che dai primi riflessi rubino con il trascorrere dei mesi e degli anni tende al vermiglio, luminoso e scorrevole al colpo di polso.
Al naso esprime sensazioni fruttate e speziate, incorniciate da note floreali e più erbacee: il profumo delle ciliegie sottospirito e delle prugne ormai appassenti si fonde con quello del pepe di Guyenna e della noce moscata, delle fresie rosse appassite, del timo disseccato.
In bocca CSN entra pungente, asciutto e con nerbo: l’iniziale morbidezza, supportata dal calore alcolico, lascia spazio all’emergere di una piacevole freschezza, di un tannino leggiadro che austero felpa la bocca senza infastidire, di una mineralità golosa e invitante che spinge gli aromi di frutti rossi e di erbe amaricanti.
Qualche suggerimento di abbinamento
Potremmo concederci CNS Memorie di Vite come vino rosso per un aperitivo tradizionale, un aperitivo dal sapore autenticamente sardo: e allora lo accosteremo a della mustela, a del pane pistoccu, magari unto da un poco di ottimo olio EVO, a del pecorino di media stagionatura, a della salsiccia sarda aromatizzata al finocchietto. E perché no, ad un pezzo di ortau, delizia tipica di aluni paesi dell’entroterra, prodotta con le parti meno nobili del maiale.
A tavola, darà il meglio di sé se servito accanto ad un piatto di malloreddus alla campidanese, alla pancetta di maiale al forno con le patate, alla zuppa di ceci e finocchietti selvatici, piatto umido tipicamente sardo.


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