Epu 2023
Il prezzo originale era: 55,00 €.33,00 €Il prezzo attuale è: 33,00 €.
Epu di Almaviva è “secondo” solo nel nome. Epu, in lingua mapuche, significa “due”: un omaggio alla seconda etichetta della maison e, insieme, all’incontro di due culture—la francese di Baron Philippe de Rothschild e la cilena di Concha y Toro—da cui nel 1997 nacque il progetto Almaviva. Anche l’iconografia in etichetta richiama la tradizione mapuche (il tupu, spilla-ornamento che rimanda alla loro cosmovisione), mentre il nome Almaviva rievoca il conte di Beaumarchais reso immortale da Mozart: piccoli indizi che raccontano, prima ancora del calice, la cifra colta e identitaria di questo vino.
Il cuore è il terroir di Puente Alto, nell’Alto Maipo: clima mediterraneo semiarido, piogge scarse concentrate d’inverno (circa 300 mm/anno), forti escursioni termiche e—soprattutto—suoli alluvionali poveri, sassosi e drenanti, ricchi di ghiaie trascinate dal Maipo/Mapocho. È qui che il Cabernet trova spina dorsale e finezza “di pietra”, quella grafite che firma i grandi rossi della zona.
La filosofia è quella del “concetto di Château”: un terroir eccezionale, una sola bodega, un team dedicato. In Cile Almaviva è stato il primo a codificare così la propria identità, trasferendo nel Maipo il rigore bordolese senza rinunciare all’anima andina. Epu ne è la declinazione più immediata e seducente, pensata per offrire l’impronta di Puente Alto con un passo più elastico e godibile in gioventù.
Due firme ne siglano l’identità: la prima è l’“effetto Puente Alto”, con quei ciottoli alluvionali e l’aria delle Ande che regalano rigore, grip e una classicità quasi “rive gauche” rara tra i secondi vini cileni; la seconda è la spezia setosa del Carménère (parte del quale il progetto Almaviva raccoglie a Peumo, culla d’eccellenza del vitigno), che aggiunge erbe nobili e una sensualità tutta cilena. Insieme al dosaggio misurato del legno, Epu diventa un rosso più immediato dei “primi vini” iconici, ma con la stessa impronta territoriale e una precisione stilistica che lo pone un passo avanti a molte etichette della categoria.
In cantina, Epu 2023 nasce come taglio bordolese a prevalenza Cabernet Sauvignon, con quote di Carménère, Merlot e Cabernet Franc; proviene dalle vigne più giovani e dai suoli più profondi della tenuta e matura 12 mesi in rovere francese con solo ~10% di legno nuovo: una scelta di stile che privilegia succosità e definizione.
Nel calice il rubino è profondo e brillante. Il naso apre su mora e prugna disidratata, cenni di cassis e viola, poi tabacco dolce, anice e spezie scure. La bocca è voluminosa ma scorrevole: tannino vellutato, centro palato succoso, una lama di freschezza che tiene in tensione il frutto e allunga il finale su liquirizia e grafite. È un Epu già affabile, ma con stoffa sufficiente per evolvere felicemente nei prossimi anni.
Disponibile a partire da dicembre 2025.


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